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Da cosa ci libera la poesia?

  • Immagine del redattore: Flavia Novelli
    Flavia Novelli
  • 24 set 2019
  • Tempo di lettura: 1 min


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L’ho scelta d’impulso, tempo fa, perché a pelle mi aveva colpito e mi piaceva quella scritta così assertiva, “La poesia è liberazione”, senza se e senza ma, senza giri di parole, dubbi o elucubrazioni: è così, è un dato di fatto. E per tutto questo tempo l’ho effettivamente accettato come un paradigma indiscutibile.

Poi stasera, così all’improvviso, rileggendola per l’ennesima volta, a quell’affermazione mi è venuto da incollarci un punto interrogativo. Non un interrogativo dubitativo, ma - diciamo così - “esplicativo”. Mi sono cioè chiesta da cos’è che veramente ci libera la poesia?

La risposta è stata un elenco, non ragionato e non esaustivo, che condivido qui, sperando che qualcuno lo voglia arricchire, contraddire, confermare o smentire.


La poesia ci libera:

Dal cinismo

Dall’indifferenza

Dalla realtà

Dai canoni imposti

Dalle regole

Dall’incomunicabilità

Dalla superficialità

Dalla solitudine

Dall’aridità di sentimenti

Dalla mancanza di empatia

Dal disamore

Dalla distanza

Dall’assenza

Dal vuoto

...

1 Comment


barbaraninni
Sep 25, 2019

La poesia ci libera. Punto.

Perché è un canto libero. Come quelle canzoni che inizi a canticchiare senza nemmeno averci pensato su...


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